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Mattia

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Comuniska Pensiero

July 02

Attitudine - Croce Di Ferro

Io non ho avuto mai
Molti amici!
Solo tradimenti
E sporchi brogli!
Questo è quello che
La vita mi ha dato
Questo è quello che
La strada mi ha insegnato!

Croce di ferro
Medaglia al valore
L'orgoglio e l'Onore
D'essere Skinhead! (2)

Io non conosco
Politicante
Che non abbia rubato
Al proletariato!
Questo è quello che
La vita mi ha dato!
Questo è quello che
La strada mi ha insegnato!

Croce di ferro
Medaglia al valore
L'Orgoglio e l'Onore
D'essere Skinhead! (2)

Io non ho avuto mai
Molti amici
Asociale e Fiero
D'essere odiato
Questo è quello che
La vita mi ha dato
Questo è quello che
La strada mi ha insegnato!

Croce di ferro
Medaglia al valore
L'Orgoglio e l'Onore
D'essere Skinhead! (2)
May 28

Condannata la polizia per il G8 di Genova 2001, non una parola su giornali e Tv!

Segreto di Stato:
a Genova ci fu un disegno repressivo, prima condanna per la
Polizia al G8 del 2001
La censura da parte dei media è stata rigida ed
assoluta: della sentenza di Genova non si doveva
parlare. Infatti incredibilmente non ne ha scritto neanche il
Manifesto e dovrebbe spiegare perché.
Alzi la mano chi ha saputo che la settimana scorsa
a Genova c'è stata la prima condanna per i pestaggi
della Polizia durante il G8 del 2001. Eppure la sentenza di Genova è un passaggio capitale per la ricostruzione della verità e la giustizia di quello che successe nel capoluogo ligure oramai 6 anni fa. E ci spiega anche molto del disegno politico sotteso alla repressione.
Lo Stato è stato condannato a risarcire Marina Spaccini, 50 anni,
pediatra triestina, volontaria per quattro anni in Africa, per il
pestaggio che subì da parte della Polizia in via Assarotti, nel
pomeriggio del 20 luglio 2001. Marina, come decine di migliaia di
militanti cattolici della Rete Lilliput, era seduta, con le mani
alzate dipinte di bianco, gridando "non violenza", quando fu
massacrata dalla Polizia. Questa si è difesa sostenendo (sic!) che
non era possibile distinguere tra le mani dipinte di bianco di
Marina e i Black Block. Per il giudice Angela Latella invece la
selvaggia repressione genovese -e la cortina di menzogne
sollevata per coprirle- è stata una delle pagine più nere di
tutta la storia della Polizia di Stato e per la prima volta ciò
viene scritto in una sentenza. Non solo, è ben più grave quello che è scritto nella sentenza genovese. Quelle dei poliziotti non furono né iniziative isolate né eccessi, ma facevano parte di un disegno criminale.
Si inizia a confermare in via processuale quello che
chi scrive sostiene e scrive da sei anni. A Genova vi fu un disegno
criminale selettivo da parte di apparati dello stato.
decine di migliaia di loro, e le loro famiglie, furono
spaventati a morte in una logica pienamente terroristica. Quanti dopo Genova sono rimasti a casa?
Di fronte all'immagine sorda data dai grandi della terra,
Bush, Blair, Berlusconi, quel movimento pacifico,
colorato, credibile, fatto di persone serie e non dei
pescecani rinchiusi
nella città proibita, che si era riunito intorno
alle proposte concrete per un nuovo mondo possibile del Genoa
Social Forum, doveva essere schiacciato. Non lo sapevamo, ma mancavano 50 giorni all'11 settembre.Riporto nel sito l'articolo dell'eccellente Massimo Calandri, apparso SOLO sulle pagine genovesi di Repubblica lo scorso 29 aprile. E' normale secondo voi? Esiste ancora il diritto ad essere informati in questo paese?

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Poco da commentare, l'ennesima prova di come l'attuale sistema opprima (altro che inquisizione filo bolscevica hotmailana) chi cerca di esprimere un pensiero che gli vada contro.

Picchiamo questa donna, una persona normale, facciamo capire alle altre persone normali che se scendono in piazza a manifestare rischiano grosso, così la prossima volta ci saranno manifestanti in meno ad esprimere il proprio dissenso

Sbagliato, siamo sempre di più e sempre più incazzati.


P.S. :

Per chi avesse bisogno di una rinfrescata su cosa avvene quei giorni infami, fatevi un giro su www.ngvision.org
March 03

February 05

Sangue e ipocrisia

04 - 02 - 2007

Venerdì sera 2 febbraio, a Catania, un agente di Polizia è rimasto ucciso durante gli scontri a margine di Catania-Palermo. La morte di una persona è un fatto irreparabile, che ferisce tutti gli uomini di cuore e di buonsenso. Ma gli uomini di buonsenso non sopportano l'ipocrisia, che puzza più della morte.
Il dolore è di chi piange il proprio caro, agli altri spetta un rispettoso silenzio. Ma certe persone non si fermano neppure dinnanzi al più nefasto degli accadimenti. E parlano, parlano, per cercare di trarre qualche vantaggio da una tragedia. Anche questo è un crimine (per lo meno morale), si chiama: sciacallaggio.
Parla l'ex ministro Pisanu. Parla di giustizia, lui, che chiedeva aiuti fraudolenti a Moggi. E parla di privatizzare gli stadi, perché è un affare di miliardi. Grazie ai suoi decreti, si può ora dotarli di qualsiasi struttura commerciale.
Parlano il presidente del consiglio e il ministro dello sport. Parlano di decisioni drastiche contro un crimine, loro, gli artefici dell'indulto, quelli che garantiscono impunità ai terroristi sfuggiti alla legge.
Parla il ministro della giustizia. Definisce gli Ultras (milioni di persone totalmente estranee ai fatti) un cancro e dice di voler salvare il calcio. Vuole salvare il calcio, lui, un ex Dc, ex ministro della destra e attuale ministro della sinistra, fautore dell'indulto e strenuo difensore dei corrotti di calciopoli (che voleva tutti amnistiati).
Parla il presidente del Catania. Parla di ricatti, lui, che aveva "minacciato" di non presentare la squadra se lo Stato non avesse acconsentito a far svolgere Catania-Palermo alle 18 di venerdì (così com'è stato).
Parlano i giornalisti, quelli che hanno coperto calciopoli 2006 e tutte le nefandezze operate per insabbiarlo; quelli rimasti in silenzio quando Paolo di Brescia veniva spedito in coma, o quando veniva ucciso Federico Aldovrandi, o quando un tifoso del Napoli finiva in coma per un lacrimogeno sparato ad altezza uomo.
Filippo Raciti, ispettore capo di 38 anni con una moglie e due figli, non doveva essere ucciso; così come non doveva esserlo Federico, un ragazzo di soli 18 anni. Entrambi meritano giustizia; tutti la meritano. Ma la giustizia, per essere giusta, deve fondarsi su di una legge uguale per tutti (e non solo in teoria). Chi enfatizza certi fatti e ne omette altri, chi colpisce talune categorie e ne amnistia arbitrariamente altre, non fa giustizia.
Sono state varate tante leggi speciali in merito alla "violenza negli stadi", alcune palesemente anti-costituzionali. Eppure non sono servite, perché erano profondamente sbagliate. Hanno colpito ingiustamente Ultras e tifosi, hanno criminalizzato chi affronta a mani nude un altro uomo, con coraggio e lealtà, secondo un preciso codice d'onore. Ed ecco, è rimasta proprio la violenza, quella che va oltre il pugno e arriva alla tragedia. Telecamere e biglietti nominali possono aver spostato il problema fuori dai cancelli, ma niente di più. Una cultura non si cambia spiando le persone.
Ogni giorno si commettono omicidi, stragi e stupri in tutto il Paese. In Sicilia (la regione di Catania) si verifica in media più di un omicidio alla settimana. Ma lo stadio è uno dei posti più sicuri del Paese. Possono esserci alcune scazzottate tra giovani ma i fatti di sangue sono estremamente rari. In Italia si viene uccisi prevalentemente in famiglia (al primo posto), oppure dalla mafia o dalla criminalità comune; questo dicono le statistiche. Dicono che il nucleo alla base della nostra società, la famiglia, ha gli elementi sempre più instabili e in conflitto (si uccidono), e che le organizzazioni criminali dettano la loro legge in buona parte del Paese. Quisquiglie? Per questo Stato sembra di sì, perché le leggi speciali le adotta solo contro Ultras e tifosi.
Domenica 28 gennaio a Luzzi (Calabria), il dirigente di una società calcistica è rimasto ucciso a causa delle percosse subite in una rissa, scoppiata al termine di Cancellese-Sammartinese di Terza Categoria. Due giocatori sono stati indagati per tale omicidio. Ma non saranno varate leggi speciali per i calciatori.
Noi chiediamo giustizia e verità, per tutti. Giustizia e verità anche per Filippo Raciti. Chiediamo che chi ha sbagliato paghi (sempre) e comunque (senza privilegi per nessuno). Chiediamo siano accertate le responsabilità di tutti. Di chi ha ucciso, innanzitutto. Ma anche di ha gestito l'ordine pubblico, di chi ha fatto svolgere una partita a rischio alle 18, di chi ha fatto perdere metà partita ai palermitani (strategia del sopruso che serve solo a surriscaldare gli animi).
Volere la verità in un Paese abituato alla menzogna è un desiderio rivoluzionario. Volere la verità, qualunque essa sia, è un desiderio inusitato. Anche per questo siamo Ultras.Articolo tratto dal sito dei Boys Parma 1977

December 03

...

Reati estinti per prescrizione con concessione di attenuanti:
La Corte di Cassazione ha ribadito che, riguardo ai casi di prescrizione dovuta alla concessione di attenuanti, "Qualora l'applicazione della causa estintiva della prescrizione del reato sia conseguenza della concessione di attenuanti, la sentenza si caratterizza per un previo riconoscimento di colpevolezza dell'imputato ed è fonte per costui di pregiudizio" (Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza n. 5069 del 21 maggio 1996). Di seguito le sentenze che ricadono in tale categoria:
* Lodo Mondadori, corruzione giudiziaria (attenuanti generiche, sentenza definitiva)
* Caso All Iberian 1, 23 miliardi di tangenti a Craxi (attenuanti generiche, sentenza definitiva)
* Sme-Ariosto 1 - imputazione sui 434.404 dollari a Renato Squillante, corruzione giudiziaria (attenuanti generiche in I grado, appello cancellato dalla legge Pecorella)
* Caso Lentini, falso in bilancio (attenuanti generiche e nuova legge intervenuta, sentenza definitiva)
Reati estinti per intervenuta amnistia
* Falsa testimonianza P2 (amnistiato, sentenza definitiva)
* Terreni Macherio, imputazione per uno dei due falsi in bilancio (amnistiato, sentenza definitiva)
Imputazioni che non costituiscono più reato
* Caso All Iberian 2 (falso in bilancio, sentenza di I grado)
Assoluzioni per insufficienza di prove
* Sme-Ariosto 1 - imputazione su vendita Iri, corruzione giudiziaria (insufficienza di prove in I grado, appello cancellato dalla legge Pecorella)
* 4 Tangenti alla guardia di finanza (insufficienza di prove per stabilire se le abbia autorizzate Silvio Berlusconi o il fratello Paolo, sentenza definitiva)
* Medusa cinematografica, falso in bilancio (assoluzione con formula dubitativa, in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essersene accorto, sentenza definitiva)
* Sme-Ariosto 2, falso in bilancio (stralciato in base alla nuova legge sul falso in bilancio)

Non ti senti un pò coglione tu che l'hai votato e continui ancora ad invocarlo?
 
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