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    May 28

    Condannata la polizia per il G8 di Genova 2001, non una parola su giornali e Tv!

    Segreto di Stato:
    a Genova ci fu un disegno repressivo, prima condanna per la
    Polizia al G8 del 2001
    La censura da parte dei media è stata rigida ed
    assoluta: della sentenza di Genova non si doveva
    parlare. Infatti incredibilmente non ne ha scritto neanche il
    Manifesto e dovrebbe spiegare perché.
    Alzi la mano chi ha saputo che la settimana scorsa
    a Genova c'è stata la prima condanna per i pestaggi
    della Polizia durante il G8 del 2001. Eppure la sentenza di Genova è un passaggio capitale per la ricostruzione della verità e la giustizia di quello che successe nel capoluogo ligure oramai 6 anni fa. E ci spiega anche molto del disegno politico sotteso alla repressione.
    Lo Stato è stato condannato a risarcire Marina Spaccini, 50 anni,
    pediatra triestina, volontaria per quattro anni in Africa, per il
    pestaggio che subì da parte della Polizia in via Assarotti, nel
    pomeriggio del 20 luglio 2001. Marina, come decine di migliaia di
    militanti cattolici della Rete Lilliput, era seduta, con le mani
    alzate dipinte di bianco, gridando "non violenza", quando fu
    massacrata dalla Polizia. Questa si è difesa sostenendo (sic!) che
    non era possibile distinguere tra le mani dipinte di bianco di
    Marina e i Black Block. Per il giudice Angela Latella invece la
    selvaggia repressione genovese -e la cortina di menzogne
    sollevata per coprirle- è stata una delle pagine più nere di
    tutta la storia della Polizia di Stato e per la prima volta ciò
    viene scritto in una sentenza. Non solo, è ben più grave quello che è scritto nella sentenza genovese. Quelle dei poliziotti non furono né iniziative isolate né eccessi, ma facevano parte di un disegno criminale.
    Si inizia a confermare in via processuale quello che
    chi scrive sostiene e scrive da sei anni. A Genova vi fu un disegno
    criminale selettivo da parte di apparati dello stato.
    decine di migliaia di loro, e le loro famiglie, furono
    spaventati a morte in una logica pienamente terroristica. Quanti dopo Genova sono rimasti a casa?
    Di fronte all'immagine sorda data dai grandi della terra,
    Bush, Blair, Berlusconi, quel movimento pacifico,
    colorato, credibile, fatto di persone serie e non dei
    pescecani rinchiusi
    nella città proibita, che si era riunito intorno
    alle proposte concrete per un nuovo mondo possibile del Genoa
    Social Forum, doveva essere schiacciato. Non lo sapevamo, ma mancavano 50 giorni all'11 settembre.Riporto nel sito l'articolo dell'eccellente Massimo Calandri, apparso SOLO sulle pagine genovesi di Repubblica lo scorso 29 aprile. E' normale secondo voi? Esiste ancora il diritto ad essere informati in questo paese?

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    Poco da commentare, l'ennesima prova di come l'attuale sistema opprima (altro che inquisizione filo bolscevica hotmailana) chi cerca di esprimere un pensiero che gli vada contro.

    Picchiamo questa donna, una persona normale, facciamo capire alle altre persone normali che se scendono in piazza a manifestare rischiano grosso, così la prossima volta ci saranno manifestanti in meno ad esprimere il proprio dissenso

    Sbagliato, siamo sempre di più e sempre più incazzati.


    P.S. :

    Per chi avesse bisogno di una rinfrescata su cosa avvene quei giorni infami, fatevi un giro su www.ngvision.org
    February 05

    Sangue e ipocrisia

    04 - 02 - 2007

    Venerdì sera 2 febbraio, a Catania, un agente di Polizia è rimasto ucciso durante gli scontri a margine di Catania-Palermo. La morte di una persona è un fatto irreparabile, che ferisce tutti gli uomini di cuore e di buonsenso. Ma gli uomini di buonsenso non sopportano l'ipocrisia, che puzza più della morte.
    Il dolore è di chi piange il proprio caro, agli altri spetta un rispettoso silenzio. Ma certe persone non si fermano neppure dinnanzi al più nefasto degli accadimenti. E parlano, parlano, per cercare di trarre qualche vantaggio da una tragedia. Anche questo è un crimine (per lo meno morale), si chiama: sciacallaggio.
    Parla l'ex ministro Pisanu. Parla di giustizia, lui, che chiedeva aiuti fraudolenti a Moggi. E parla di privatizzare gli stadi, perché è un affare di miliardi. Grazie ai suoi decreti, si può ora dotarli di qualsiasi struttura commerciale.
    Parlano il presidente del consiglio e il ministro dello sport. Parlano di decisioni drastiche contro un crimine, loro, gli artefici dell'indulto, quelli che garantiscono impunità ai terroristi sfuggiti alla legge.
    Parla il ministro della giustizia. Definisce gli Ultras (milioni di persone totalmente estranee ai fatti) un cancro e dice di voler salvare il calcio. Vuole salvare il calcio, lui, un ex Dc, ex ministro della destra e attuale ministro della sinistra, fautore dell'indulto e strenuo difensore dei corrotti di calciopoli (che voleva tutti amnistiati).
    Parla il presidente del Catania. Parla di ricatti, lui, che aveva "minacciato" di non presentare la squadra se lo Stato non avesse acconsentito a far svolgere Catania-Palermo alle 18 di venerdì (così com'è stato).
    Parlano i giornalisti, quelli che hanno coperto calciopoli 2006 e tutte le nefandezze operate per insabbiarlo; quelli rimasti in silenzio quando Paolo di Brescia veniva spedito in coma, o quando veniva ucciso Federico Aldovrandi, o quando un tifoso del Napoli finiva in coma per un lacrimogeno sparato ad altezza uomo.
    Filippo Raciti, ispettore capo di 38 anni con una moglie e due figli, non doveva essere ucciso; così come non doveva esserlo Federico, un ragazzo di soli 18 anni. Entrambi meritano giustizia; tutti la meritano. Ma la giustizia, per essere giusta, deve fondarsi su di una legge uguale per tutti (e non solo in teoria). Chi enfatizza certi fatti e ne omette altri, chi colpisce talune categorie e ne amnistia arbitrariamente altre, non fa giustizia.
    Sono state varate tante leggi speciali in merito alla "violenza negli stadi", alcune palesemente anti-costituzionali. Eppure non sono servite, perché erano profondamente sbagliate. Hanno colpito ingiustamente Ultras e tifosi, hanno criminalizzato chi affronta a mani nude un altro uomo, con coraggio e lealtà, secondo un preciso codice d'onore. Ed ecco, è rimasta proprio la violenza, quella che va oltre il pugno e arriva alla tragedia. Telecamere e biglietti nominali possono aver spostato il problema fuori dai cancelli, ma niente di più. Una cultura non si cambia spiando le persone.
    Ogni giorno si commettono omicidi, stragi e stupri in tutto il Paese. In Sicilia (la regione di Catania) si verifica in media più di un omicidio alla settimana. Ma lo stadio è uno dei posti più sicuri del Paese. Possono esserci alcune scazzottate tra giovani ma i fatti di sangue sono estremamente rari. In Italia si viene uccisi prevalentemente in famiglia (al primo posto), oppure dalla mafia o dalla criminalità comune; questo dicono le statistiche. Dicono che il nucleo alla base della nostra società, la famiglia, ha gli elementi sempre più instabili e in conflitto (si uccidono), e che le organizzazioni criminali dettano la loro legge in buona parte del Paese. Quisquiglie? Per questo Stato sembra di sì, perché le leggi speciali le adotta solo contro Ultras e tifosi.
    Domenica 28 gennaio a Luzzi (Calabria), il dirigente di una società calcistica è rimasto ucciso a causa delle percosse subite in una rissa, scoppiata al termine di Cancellese-Sammartinese di Terza Categoria. Due giocatori sono stati indagati per tale omicidio. Ma non saranno varate leggi speciali per i calciatori.
    Noi chiediamo giustizia e verità, per tutti. Giustizia e verità anche per Filippo Raciti. Chiediamo che chi ha sbagliato paghi (sempre) e comunque (senza privilegi per nessuno). Chiediamo siano accertate le responsabilità di tutti. Di chi ha ucciso, innanzitutto. Ma anche di ha gestito l'ordine pubblico, di chi ha fatto svolgere una partita a rischio alle 18, di chi ha fatto perdere metà partita ai palermitani (strategia del sopruso che serve solo a surriscaldare gli animi).
    Volere la verità in un Paese abituato alla menzogna è un desiderio rivoluzionario. Volere la verità, qualunque essa sia, è un desiderio inusitato. Anche per questo siamo Ultras.Articolo tratto dal sito dei Boys Parma 1977

    December 01

    Vizi di "famiglia"

    Beh...come si suol dire : tale "padre" tale "figlio".

    Dire chi ci azzecca benissimo in questo caso è poco.

    Cosa sarà mai quella striscia di polverina bianca, bella ordinata sul bordo del tavolo ???

    SNIFF...SNIFF...mah....

    Nessun taroccamento, tutto visibile qua http://www.giovanileghisti.ch/CompleannoGiovaniLeghisti.htm anche se ora non sappiamo quanto questa foto resterà disponibile online.


    June 24

    GRAZIE RAGAZZI

    GRAZIE RAGAZZI !!!

    GRAZIE PER LE EMOZIONI CHE CI STATE FACENDO PROVARE !!!!

    E LUNEDÌ RIPETETEVI CONTRO L'UCRAINA !!!



    May 24

    Spazio di discussione

    Girando per i vari blog rossi e neri mi sono accorto che la voglia di discutere c'è in alcuni di noi (qua parlo di frequentatori di blog, senza discriminazioni tra rossi,neri,gialli,blu,maschi,femmine e via dicendo).

    Così nella mia piccola mente penso, perchè non dotarci di uno spazio un po' più comodo dove poter discutere di politica e argomenti che sollevano spesso discussioni piuttosto animate ?

    Ho creato questo forum, molto in via di espansione, in cui ci si possa trovare e postare i propri interventi in maniera più leggibile e più chiara.

    Si potrà discutere di tutto, senza censure, ma si dovrà mantenere un rapporto civile con gli altri utenti (via libera agli sfottò, ma insulti pesanti e minacce porteranno ad un ban.Si deciderà poi di quanto in base alla gravità del fatto). Sarà difficile visto le idee molto diverse che abbiamo,ma provare non costa niente, se non un po' di tempo perso da me per creare il forum (5 min)

    Vorrei prima di subito che qualcuno di destra si proponesse come moderatore, in modo da garantire una certa uguaglianza di trattamenti e di rappresentative.

    Quasi mi dimenticavo, non vi ho postato un link eccolo http://rossonero.forumfree.net/

    Lo so...il nome fa schifo...ma è la prima cosa che mi è venuta in mente...fatevi sentire.

    Saluti militanti